<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145</id><updated>2012-02-16T20:11:15.742+01:00</updated><title type='text'>L'arte è morta. L'avete uccisa voi.</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-691636871584021359</id><published>2010-08-29T13:00:00.002+02:00</published><updated>2010-08-29T13:06:28.836+02:00</updated><title type='text'>Non si muore mai del tutto.</title><content type='html'>A quei pochi, affezionati, esuli visitatori che di tanto in tanto passano da queste parti, dico che vi aspetto su un nuovo blog chiamato "Vongole e Merluzzi".&lt;br /&gt;Qui il link:&lt;br /&gt;http://vongolemerluzzi.wordpress.com/&lt;br /&gt;e su facebook, sul gruppo "Letturama", che vuole riassumere lo spirito di cinque ragazzi che girovagano con sogni, reading, poesie, parole, a favore di quella maltrattata Dea chiamata "espressione".&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/LETTURAMA/106451659398118?ref=ts&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-691636871584021359?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/691636871584021359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=691636871584021359' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/691636871584021359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/691636871584021359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2010/08/non-si-muore-mai-del-tutto.html' title='Non si muore mai del tutto.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-4167583955477662443</id><published>2010-07-14T11:42:00.005+02:00</published><updated>2010-07-14T11:48:51.806+02:00</updated><title type='text'>Caravaggio: come ad un concerto rock.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[...] 13/06/2010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente è finita. Esattamente un mese. E si respira aria pulita. Nuova. L’interesse per le cose scontate è divenuto un luogo comune. Fa tendenza. Non ne potevamo più. Un subbuglio di gente intenta ad alloggiare in fila davanti le Scuderie del Quirinale. Fingersi falsi intellettuali, amanti dell’arte piace. Rende interessanti. Spigliati. Il popolo italiano si è scoperto acculturato ed emancipato. Intenditore di segreti celati dietro tocchi divini, sì, ma forse altrettanto triti e osannati. Forse. 114 giorni: da febbraio a giugno.  582.577 visitatori paganti. Una rigorosa “tabula rasa” su omaggi e sconti che ha costretto perfino i giornalisti a tirare fuori il portafogli con un esiguo – a detta loro- sconto del 40 per cento. Altro che “amore per l’arte”. Amore per il contante, direi. Per la moda stereotipata dell’essere. Ore di fila. Per vedere la genialità divina di un artista che mette in risalto una straordinarietà palese. Ecco. L’ho detto. Mi dispiace per i cinquecentomila visitatori che per un pomeriggio o una mattinata si sono creduti “emancipati”, ma voi non siete amanti dell’arte. Smettetela, per favore. Prendete un angolo a caso della città, e pagate penitenza. Qui non si mette in discussione la maestosità del Merisi, sia ben chiaro. Ma la facilità che c’è nell’apprezzarlo. Una facilità, spesso, causa di ignoranza, di non conoscenza, e quindi vuota. Stantia. Lì vorrei vedere tutti quei visitatori davanti un’istallazione di Boltanski, o davanti un quadro di uno zingaro sconosciuto. Davanti una poetica da ricercare, dai significati celati. Oggigiorno vogliamo che tutto ci venga sbattuto in faccia, prendere il piatto bello e pronto, limitarsi a gustarlo. Passando davanti alle Scuderie, uno degli ultimi giorni, non vidi che gente decrepita dalla pelle ambulante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisognava fare una mostra che festeggiasse i quattrocento anni dalla morte dell’artista per accalcarsi davanti a un museo, pagare, e ammirare il suo lavorio ormai storico? Perché non succede altresì davanti una collettiva contemporanea? Perché la nostra cultura è vecchia. E’ ferma ad uno stop, aspettando di dare la precedenza - a chi, a che cosa?- .&lt;br /&gt;Ho sempre pensato: cosa accadrebbe se ponessi mia nonna davanti un quadro di Caravaggio e uno di Picasso e gli chiedessi: “tra i due, quali preferisci?” Con un sorriso di appagamento indicherebbe quello di Caravaggio. Sono disposto a giocarmi un mignolo su questa risposta. Perché? Perché, come già detto, è facile apprezzare una bellezza palese. Insindacabile. Di sicuro è lì la chiave del successo. Dell’arrivare a tutti. Ma il nostro secolo, è davvero domabile in questa maniera?&lt;br /&gt;La cultura è soggetta all’olocausto giornaliero delle movenze politiche, dei tagli, degli sporchi interessi. Non a caso il nostro Ministro dell’istruzione ha deliberatamente mostrato una fortuita passione verso la “potatura”.&lt;br /&gt;Cosa vuoi che ti dica, amore: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;it’s a wild word. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-4167583955477662443?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/4167583955477662443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=4167583955477662443' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4167583955477662443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4167583955477662443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2010/07/caravaggio-come-ad-un-concerto-rock.html' title='Caravaggio: come ad un concerto rock.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-1495077550620685131</id><published>2009-12-13T19:26:00.000+01:00</published><updated>2009-12-13T19:28:18.933+01:00</updated><title type='text'>DeRidEre La LucE.</title><content type='html'>L’arte è abusata e abusiva. Per non parlare della fotografia , poi. Oggi si è pronti a porsi come manichini sorridenti davanti ad un qualsivoglia obbiettivo e farsi fotografare e fotografare e fotografare. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La prego ne può scattare un’altra? In questa i fianchi mi rendono un po’ gonfia. Si concentri di più sul seno, sì ecco.”&lt;/span&gt; E pensare che alcuni popoli indigeni erano terrorizzati da questo strano oggetto perché convinti che rubasse l’anima.&lt;br /&gt;Se è vero, come afferma la Sontag che “un oggetto diventa reale perché viene fotografato”, è di analoga veridicità l’affermazione di &lt;br /&gt;Barthes :“la fotografia trasforma il soggetto in oggetto, anzi in oggetto da museo.” Ed è il riscatto dell’arte medesima, che ci rende oggetti da “facebook museum” appagati dal nostro stesso riflesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci circonda dunque un emisfero di immagini fittizie dal facile retrogusto acre. Il che lascia un unto quasi del tutto vergognoso se si considera che la fotografia non dice ciò che non è più, ma solamente ciò che è stato. Qui torna prepotente il concetto di morte celato dietro lo scatto, che rende il raffigurato un abito appeso sull’asta del tempo, un tempo mitico, vano. Poiché la fotografia è sì una testimonianza visiva, ma al contempo effimera; cosicché tutto, oggigiorno, ci prepara a questa impotenza. Aveva forse ragione Kafka quando affermava che si fotografano delle cose per allontanarle dalla nostra mente? Si ha lo stesso effetto guardandole? E’ per questo che ci piace tanto ammirare i culi che sculettano o i massacri in Iraq?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-1495077550620685131?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/1495077550620685131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=1495077550620685131' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/1495077550620685131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/1495077550620685131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/12/deridere-la-luce.html' title='DeRidEre La LucE.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-4967741599063863465</id><published>2009-12-05T16:14:00.002+01:00</published><updated>2009-12-13T20:50:48.171+01:00</updated><title type='text'>Ineluttabile flusso.</title><content type='html'>Penso alla vita, a come è stranamente strana.&lt;br /&gt;Ne abbiamo parlato per due giorni. Tu mi hai ricordato che siamo su questa terra per vivere, per vivere alla grande. Chi se ne fotte del senso o dei grandi scopi a cui siamo destinati. Il sentimento, già. E' tutto lì. Il brusio dei battiti, le calamità dei corpi, il calore che proviene da un bacio o da una parola, sì, conta anche questo, soprattutto questo. Conta solo questo, forse, diceva Pavese. E lo spirito? Lo spirito andasse a farsi stuprare altrove. Per adesso almeno. Ho vent'anni, che pretendere?&lt;br /&gt;E' la materia che differenzia il vivente dal non vivente. Allora?&lt;br /&gt;Allora non basta. E se bastasse, a che servirebbe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso alla vita, a come è stranamente strana.&lt;br /&gt;Oggi mi sono alzato. Per l’ennesima.&lt;br /&gt;Mi sono rasato, col sole di sbieco: apro di rado le persiane.&lt;br /&gt;Ho perfino fatto dieci flessioni e qualche addominale.&lt;br /&gt;Dopo essermi lavato, ho bevuto la brodaglia di caffè che avevo lasciato sui fornelli dal giorno precedente.&lt;br /&gt;C'era il Dott. Rossi allo stereo. E quando c'è il Dott. Rossi... bé lo sai.&lt;br /&gt;Ho pensato: cazzo. Mi piaci. Oggi mi piaci. Vivi. Vivi, per una volta. Ce la puoi fare. Sei un figlio di Kerouac, tu.&lt;br /&gt;Pensavo a come vestirmi. Alla bottiglia di vino. Cosa le avrei detto? Le avrei sorriso prima o dopo il saluto?&lt;br /&gt;Poi una mail, anzi no, poi una testata giornalistica, no, no, la radio, o un piccione viaggiatore, non così lontano, la vicina, si ecco, la vicina che inciampa e muore, o un muratore che s'è finto un colibrì in discesa dal sesto piano. E boom, guerra. Boom, un giovane s'è impiccato, ore nove di ieri. Boom, l'hanno violentata, non l'hai sentito?Boom, è un cane randagio, non lo toccare. Boom, mani in alto sono la bolletta, se non mi paghi ti costringo a venderti la moglie. Boom, boom, boom... lo specchio restituisce la mia immagine afflosciata, denutrita, stanca, segno che gli addominali e le flessioni non sono bastate. &lt;br /&gt;Ora : sai se qualcuno ci sta prendendo per il culo? Sai se qualcuno si diverte a prenderci per il culo? Perché io sto seriamente pensando che qualcuno ci stia prendendo per il culo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma no, no. Hai ragione. La vita è stranamente strana.&lt;br /&gt;“Ed è un bene che sia andata così,” mi dici. “La maieutica. Ricordati della maieutica.”&lt;br /&gt;“Vuoi fare lo scrittore? Bé allora devi soffrire. Soffri, e non lamentarti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I poeti possono decidere di morire.&lt;br /&gt;Prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-4967741599063863465?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/4967741599063863465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=4967741599063863465' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4967741599063863465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4967741599063863465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/12/ineluttabile-flusso.html' title='Ineluttabile flusso.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-6966539270465736987</id><published>2009-10-23T19:55:00.004+02:00</published><updated>2009-10-23T20:05:41.452+02:00</updated><title type='text'>Il calzolaio saltella su lampade citando cantine.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SuHvUQN2IsI/AAAAAAAAAEk/1b2_MZbshYc/s1600-h/manray.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 293px; height: 394px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SuHvUQN2IsI/AAAAAAAAAEk/1b2_MZbshYc/s400/manray.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395856959796028098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è una mostra per tutti. Implica inesorabilmente delle condizioni; delle predisposizioni. Il Novecento non è un secolo facile, a maggior ragione quando si tirano in ballo alcune avanguardie che – nonostante abbiano mutato quella concezione “omogenea” dell’arte – non sono state osannate dal grande pubblico. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La riscoperta di Dada e Surrealismo&lt;/span&gt;, presente al Complesso del Vittoriano fino al sette febbraio, tiene non ad accostare, bensì a porre a confronto le due avanguardie artistiche che seppur cronologicamente sequenziali, si distinguono nettamente l’una dall’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per intenderci: il dadaismo si pone in contrasto contro tutti i valori e perfino contro l’arte stessa. Predomina il caso, il non senso, l’assenza (apparente) di logica, l’aspetto ludico. Il surrealismo è il risultato dell’inconscio, il sogno che diviene reale, l’irrazionalità che si fa concreta. Entrambe sfuggono dal degrado della guerra. Attuano nell’arte quella libertà che gli è stata negata. Una libertà che rompe gli schemi e che forgerà la concezione futura dell’arte contemporanea. Non ci si può porre davanti ad un Pollock o ad un Twombly se non si passa prima attraverso il dadaismo di Duchamp e il surrealismo di Mirò.&lt;br /&gt;La mostra: presuppone una minima conoscenza dell’argomento. E’ facile, non serve essere laureati: c’è il Web; le guide audio o quelle in carne ed ossa offerte dalla struttura. Attenzione: trovarsi davanti un’opera di Man Ray non è come guardare la Cappella Sistina. Scordatevi della bellezza a cui siete usualmente abituati e che la cultura medio bassa ci ha inculcato.&lt;br /&gt;Volenterosi, la mostra si apre con un video di Arturo Schwarz – curatore – che contestualizza storicamente il visitatore. Sarete aiutati anche dai pannelli che trovate qua e là nel percorso, sebbene non siano così esaustivi. Si procede cronologicamente. Inizialmente si trovano alcune opere di poco antecedenti a quei periodi. Successivamente si possono ammirare le meraviglie prima dadaiste, poi surreali e dadaiste, ed infine surreali. Scelta che confonde un po’ le idee. E’ una mostra che comunque fa crash. Con una bacheca lunghissima – dal primo al secondo piano - contenente tutte le riviste letterarie di riferimento. L’unica vera pecca sta nella quantità delle opere. Cinquecento più o meno. Per quanto stracolma di capolavori imperdibili, i quadri esageratamente accostati, non permettono all’occhio di respirare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cercate una motivazione che concretizzi questa visita, ecco lo spunto:&lt;br /&gt;Durante la visita una donna della sorveglianza mi domanda: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“è un pianoforte rovesciato quello?” “Già”.&lt;/span&gt; E lei: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“ Arte? Non la capisco”.&lt;/span&gt; Poco distante, una bambina di dieci anni appena, ammirava seduta la Gioconda coi baffi di Duchamp.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-6966539270465736987?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/6966539270465736987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=6966539270465736987' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/6966539270465736987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/6966539270465736987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/10/il-calzolaio-saltella-su-lampade.html' title='Il calzolaio saltella su lampade citando cantine.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SuHvUQN2IsI/AAAAAAAAAEk/1b2_MZbshYc/s72-c/manray.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-7160109945500675117</id><published>2009-10-10T12:52:00.003+02:00</published><updated>2009-10-20T18:52:47.094+02:00</updated><title type='text'>Polvere di pinguino.</title><content type='html'>Non c’è dubbio. Da uomo l’avrei sposata all’istante, con i suoi novantadue anni suonati. D’altronde una donna che porta il nome di Fernanda Pivano è come il luccichio dell’oro agli occhi dei bucanieri.&lt;br /&gt;Parlare di lei, a pochi mesi dalla sua morte, farebbe risultare questo articolo forse obsoleto. La delicata personalità che era, nonché il grande lavorio letterario portato avanti fino agli ultimi giorni di vita, è annunciato dalla rosa dei venti.&lt;br /&gt;Le parole non arrivano lì dove arriva il ricordo dell’immagine. E la Pivano va ricordata ogni volta che si chiude un libro di Hemingway e se ne apre uno di Kerouac. Affidiamoci dunque all’immagine sequenziale. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A farewell to beat&lt;/span&gt; ( presente su youtube a puntate ), ci porta per mano nell’America dei grandi scrittori del novecento, a visitare le loro tombe, ricordandone i versi e mostrandoci lati intimi e inattesi - che la loro traduttrice conosceva bene - di questi insuperabili romantici. E proprio sul concetto di traduzione che bisogna soffermarsi,essendo lì la chiave di volta; agiva sul campo, a stretto contatto con gli scrittori, come farebbe un qualunque antropologo, affinché tradurre non sia tradire totalmente con coscienza. Il video è uno dei più entusiasmanti nella rete, con un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“voglio fare la puttana”&lt;/span&gt; gridato al termine, che ci lascia assaporare quello spirito beat che il pianeta ha perso, o non ha mai avuto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-7160109945500675117?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/7160109945500675117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=7160109945500675117' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7160109945500675117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7160109945500675117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/10/polvere-di-pinguino.html' title='Polvere di pinguino.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-5056059527036712875</id><published>2009-07-09T18:23:00.001+02:00</published><updated>2009-07-09T18:25:09.225+02:00</updated><title type='text'>Sono un poeta, e quindi?</title><content type='html'>Sono un poeta.&lt;br /&gt;Un poeta che non ha niente da dire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uno dei perdenti&lt;br /&gt;che puzzano già d’inferno&lt;br /&gt;un poeta&lt;br /&gt;calpestato dal proprio “io”&lt;br /&gt;che non ha scelto di essere quello che è&lt;br /&gt;e non si affida alle stelle o alle muse&lt;br /&gt;o alle nenie dei santi.&lt;br /&gt;Sono un giullare che deride la vita&lt;br /&gt;tanto la vita l’ha già persa&lt;br /&gt;per tentare di scrivere dei versi sensati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un poeta che sa&lt;br /&gt;quanto la poesia sia utile a pulirsi il culo&lt;br /&gt;e che il sangue che ha masticato e poi sputato&lt;br /&gt;non lo adoreranno in nessuna chiesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un poeta a cui baciano il cazzo&lt;br /&gt;e non la penna&lt;br /&gt;uno di quelli che verrà dimenticato in fretta&lt;br /&gt;ma non dalla storia e dagli eventi&lt;br /&gt;ma da sua madre e da suo padre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un poeta&lt;br /&gt;un cero che si sta consumando&lt;br /&gt;e lascia divorare ai suoi sogni&lt;br /&gt;quel briciolo di felicità&lt;br /&gt;che non si merita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e da buon poeta non ho coraggio&lt;br /&gt;da buon poeta odio la vita&lt;br /&gt;da buon poeta evito e derido&lt;br /&gt;perché la poesia uccide lentamente&lt;br /&gt;chi la partorisce&lt;br /&gt;perché la poesia è un’arte sciocca&lt;br /&gt;e che ritorna come il mulino all’acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un poeta&lt;br /&gt;un uomo che non sono mai stato&lt;br /&gt;e che smetterò di essere presto&lt;br /&gt;sono un fannullone che ha deciso di scrivere &lt;br /&gt;per te i versi più belli e sinceri&lt;br /&gt;convinto che tu potessi amarlo&lt;br /&gt;attraverso di essi&lt;br /&gt;ma una poesia è solo una poesia&lt;br /&gt;e io sono un poeta&lt;br /&gt;che non ha davvero più niente da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                               F. A.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-5056059527036712875?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/5056059527036712875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=5056059527036712875' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/5056059527036712875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/5056059527036712875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/07/sono-un-poeta-e-quindi.html' title='Sono un poeta, e quindi?'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-4881630549867153277</id><published>2009-06-17T15:37:00.007+02:00</published><updated>2009-06-17T15:46:37.867+02:00</updated><title type='text'>Le immagini ci parlano. I quadri si raccontano.                    Ora sedete e ascoltate...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sjjzhlwol4I/AAAAAAAAAEc/ruXeitiX4Hw/s1600-h/deluge.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 285px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sjjzhlwol4I/AAAAAAAAAEc/ruXeitiX4Hw/s400/deluge.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348292315899795330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SjjzZ-sf8FI/AAAAAAAAAEU/1iqRkVKsUSs/s1600-h/artwork_images_424157556_336181_david-lachapelle.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SjjzZ-sf8FI/AAAAAAAAAEU/1iqRkVKsUSs/s400/artwork_images_424157556_336181_david-lachapelle.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348292185154383954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;«Il bello è banale. Nella fotografia e nell’arte detesto il buon gusto. Amo trovare la bellezza dove uno meno se l’aspetta».&lt;/span&gt; E’ David LaChapelle a parlare chiaro, lanciando con i suoi scatti una quotidiana sfida al mondo attuale. &lt;br /&gt;Sì perché l’arte può sfidare, criticare e criticarsi, sconvolgere o anche starsene lì, buona buona, cadendo nel dimenticatoio. L’arte può anche essere non arte, ed essere arte comunque; svincolarsi o meno dalla figura del suo creatore ed essere tale anche quando la collettività la nega.&lt;br /&gt;Certo è che tutto vuole tranne che starsene buono e inerme, David LaChapelle, che coniugando poli antinomici sa creare immagini surreali, esuberanti, erotiche, impensate ed estreme. Immagini che si cibano aggressivamente della sensibilità dello spettatore, dedite a lasciare un segno; una forma di “redenzione” dalla società corrotta e abusata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società che LaChapelle racconta è la stessa società in cui viviamo, di cui noi facciamo parte. Le sue critiche verso il consumismo, la bellezza ad ogni costo, l’alienazione,la morte, sono critiche spietate che toccano, direttamente o meno, ognuno.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccone un esempio: una grassona dalla faccia da maiale strattona i capelli e il corpo di una bellissima Pamela Anderson, che con lo sguardo perplesso si rivolge allo spettatore fuori dalla cornice, ignara che quest’ultimo fosse già concentrato sulle sue tette.&lt;br /&gt;La donna maiale, sporca di un sangue che allude alla chirurgia estetica, sembra quasi volersi impossessare con forza dell’altrui bellezza,a testimoniare che oggi tutti vogliono apparire, costi quel che costi. L’opinione degli altri sul nostro conto sembra contare più della nostra. A quei livelli però, dove non ci sono limiti posti e la bellezza non è più naturale ma artificiosa, il gonfiore del maiale invidioso è simile a quello della Anderson – che pare una bambola giocattolo- ponendo i due corpi sul medesimo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora: nella &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Pietà”&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;LaChapelle si rifà alla famosa statuaria michelangiolesca, contestualizzandola in una contemporaneità iconografica. All’interno di un salotto la magnifica Courtney Love sorregge un giovane, bellissimo come il Cristo, che lascia ciondolare un braccio pieno di buchi da siringa. Sul pavimento un bambino: mi fa pensare al San Giovannino o ad un putto. Gioca con dei cubi. Messi in fila riportano la frase “Heaven to hell”.&lt;br /&gt;Si ispira ancora a Michelangelo nella serie &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Deluge&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, dove ripropone il diluvio universale con uomini tatuati e donne coi tacchi, naufragati insieme alle insegne a neon del Burger King o della marca Gucci. &lt;br /&gt;Tocca la paura dell’altro con &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Xenofobia”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e crea due donne, una bianca e una nera, che portano rispettivamente l’una la testa dell’altra. E così via nel suo lungo repertorio di capolavori, appena celebrati in una personale a Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artista poliedrico, riecheggia nello stile pop; sente l’influenza dei media, li rivitalizza formando una teatralità pungente ed intrisa di colori iperrealisti e caldi. Nella sua schiettezza artistica non si può perlomeno non fermarsi a pensare a quanto vera sia la sua accusa, e quanto repellenti siano le acque in cui nuotiamo. Non basterà una foto a cambiare le cose, certo, ma questa creerà – dipende da noi e solo da noi- una speranza di illuminazione. E da che mondo è mondo la speranza è sinonimo di una delle tante salvezze possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dunque, si salvi chi può.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-4881630549867153277?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/4881630549867153277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=4881630549867153277' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4881630549867153277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4881630549867153277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/06/le-immagini-ci-parlano-i-quadri-si.html' title='Le immagini ci parlano. I quadri si raccontano.                    Ora sedete e ascoltate...'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sjjzhlwol4I/AAAAAAAAAEc/ruXeitiX4Hw/s72-c/deluge.gif' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-8345364049037134368</id><published>2009-06-12T17:30:00.005+02:00</published><updated>2009-06-12T18:20:50.004+02:00</updated><title type='text'>...casca il mondo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SjJ_knVzbbI/AAAAAAAAAEE/FBJhp3OvKgE/s1600-h/berlusconi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 249px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SjJ_knVzbbI/AAAAAAAAAEE/FBJhp3OvKgE/s400/berlusconi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346475974654651826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' inutile sentenziare su una questione tanto delicata quanto assurda, crocevia di contrasti ideologici e di altrettante polemiche.&lt;br /&gt;Credo però che sia a tutti palese o perlomeno, che possa servire come spunto di riflessione, l'inutile, oltre che vergognosa presenza del leader Gheddaffi all'università "La Sapienza" di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'università apre le porte - non senza polemica da parte degli studenti universitari - all'ultimo modello culturale ed umano da seguire e le chiude, senza muovere una piega, al Papa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo, oltre alla presenza di poliziotti anti-sommossa, di cecchini sopra i tetti delle facoltà, di un costante elicottero che sorvolava la zona, abbiamo dovuto assistere a degli impedimenti di libera espressione, dal momento che è stata azzittita una ragazza appartenente al movimento dell'onda prima ancora che iniziasse a parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Siamo in un paese libero? No.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E ce ne accorgiamo dalla volontà che c'è stata di sopprimere i mezzi di sciopero; dalla proposta di permettere l'esistenza di ronde cittadine e così via...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima Putin, ora Gheddaffi...&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; l'Italia si fa il callo alla dittatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio a questo punto la parola al link che trovate in basso. &lt;br /&gt;Ah! Dimenticavo di dirvi che meritatissima appare la laurea Honoris Causa in Giurisprudenza dell'Università di Sassari a Gheddaffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.agoravox.it/Gheddafi-a-La-Sapienza-due-ore-di.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-8345364049037134368?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/8345364049037134368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=8345364049037134368' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8345364049037134368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8345364049037134368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/06/giro-giro-tondo-casca-il-mondo.html' title='...casca il mondo.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SjJ_knVzbbI/AAAAAAAAAEE/FBJhp3OvKgE/s72-c/berlusconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-8604379192347556350</id><published>2009-06-02T15:45:00.004+02:00</published><updated>2009-06-02T15:59:53.253+02:00</updated><title type='text'>Prefazione al portfolio Anno Domini.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La prefazione che troverete qui sotto è stata da me curata per la realizzazione di un portfolio del giovane fotografo Edoardo Alessi. Questa che leggerete è la versione originale, senza alcuna modifica apportata. Quella presente sul lavoro finale è stata dallo stesso Edoardo Alessi snellita e resa più leggera per le varie esigenze di presentazione.&lt;br /&gt;Il titolo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anno Domini&lt;/span&gt; non è ancora certo, sebbene potrebbe esserlo senza problemi, suggeritomi proprio dall'artista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il noto fotografo László Moholy-Nagy affermava che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“una fotografia che si ispiri ad uno scopo ben definito può divenire l’arma più potente e al tempo stesso la nota lirica più tenera”&lt;/span&gt;. E’ così che le fotografie raccolte in questo portfolio che prende il titolo di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Anno Domini&lt;/span&gt; , sembrano essere una sinfonia equilibrata e dolce di immagini che ritraggono situazioni e costumi appartenenti a epoche passate; una vera jam session di note spruzzanti di energia che catturano l’occhio arricchendolo di elementi iconografici rilevanti.&lt;br /&gt;L’attenzione di Edoardo Alessi si posa quindi su quelle che sono le tradizioni proprie della città di Cori, che con il suo storico Carosello, tenta di rievocare gli abiti, le usanze, le movenze tipiche dell’età rinascimentale. &lt;br /&gt;Il risultato a cui giunge è un ottima resa fotografica, che propone immagini dosate di equilibrio scenico e gusto compositivo, con eccezionale restituzione di cromatismi e dettagli.&lt;br /&gt;La rievocazione del paese in chiave storica e attuale, permette  di essere quasi presenti nelle manifestazioni ritratte, dove ogni dettaglio non è lasciato al caso; dove ogni figurante svolge una valenza, seppur minore, di protagonista; e i primi piani lasciano trasparire l’emozione e la bellezza dell’intero evento.&lt;br /&gt;Con maestria e professionalità di scatto ci viene dato di assaporare le caratteristiche di quegli anni, che a noi appaiono ormai remoti, come le tinte, i ricami, gli oggetti; il tutto firmato Edoardo Alessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Per conoscere meglio questo fotografo visitate pure il suo sito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.architetturevisive.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-8604379192347556350?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/8604379192347556350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=8604379192347556350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8604379192347556350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8604379192347556350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/06/prefazione-al-portfolio-anno-domini-di.html' title='Prefazione al portfolio Anno Domini.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2864180069398158880</id><published>2009-04-24T17:22:00.018+02:00</published><updated>2009-05-04T19:53:33.911+02:00</updated><title type='text'>Intervista a Gianni De Feo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sf8py66spZI/AAAAAAAAAD8/FczTTzzh8Qk/s1600-h/teatro_grido_d_amore.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 158px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sf8py66spZI/AAAAAAAAAD8/FczTTzzh8Qk/s400/teatro_grido_d_amore.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332026438615606674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sf8ptZjpibI/AAAAAAAAAD0/IOKszyHVLas/s1600-h/gianni_de_feo-_edith_piaf.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sf8ptZjpibI/AAAAAAAAAD0/IOKszyHVLas/s400/gianni_de_feo-_edith_piaf.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332026343761217970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gianni De Feo è uno degli attori di teatro più talentuosi e geniali. Formatosi in Francia, a contatto con grandi professionisti, le sue esibizioni attualmente toccano tutto il paese italiano e non solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'associazione Clan Banlieue e il suo direttore artistico Giovanni Monti, il 3 Maggio alle ore 18.30, a Cori, avranno il piacere di presentare lo spettacolo ispirato alla vita di Edith Piaf.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importanza dell'evento e il progetto di un nascente giornale locale, mi ha dato l'occasione di intervistarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A mio avviso il testo di Ennio Speranza è un monologo di grande espressione poetica che facilmente si accosta ai grandi testi letterali del novecento; come è nata la sua collaborazione con Ennio Speranza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io già conoscevo Ennio perché avevamo già fatto uno spettacolo insieme anni fa che era la Salomè di Oscar Wilde. Lui mi scrisse una riduzione a quattro personaggi, salvando solamente Erodiate, Erode, Salomè e Giovanni Battista; quindi creò un quartetto con musiche rendendola una operetta musicale; la cosa funzionò molto bene e soprattutto funzionò il nostro feeling artistico, umano. Quando un incontro tra due persone è felice e ti dà dei risultati positivi io penso che valga la pena di continuare a collaborare insieme. Da lì quindi l’idea della Piaf non poteva non essere che affidata che a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cosa rappresenta per lei Edith Piaf e cosa prova ogni qual volta canta le sue canzoni?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non solo cantare le sue canzoni ma anche raccontare la sua storia è sicuramente un motivo di grande emozione per me che la interpreto ormai da qualche anno, poiché sono quattro anni che giriamo con questo spettacolo. E’ una vita talmente estrema e talmente particolare davanti alla quale non puoi non provare una forte ammirazione verso delle persone così coraggiose, persone che sanno rischiare nella vita, che sanno spenderla la vita senza timori e paure, senza economia, e allora persone così secondo me meritano un grande rispetto. Ecco che non a caso sono quelle persone che rimangono nella storia e che possono essere ricordate anche dopo la loro morte. La Piaf è grande per questo oltre al fatto che ha dato delle grandi emozioni con la sua voce e le sue canzoni. Mi piaceva e mi incuriosiva raccontare proprio la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei recita: “Io devo prendere quello che voglio, devo allungare le braccia e poi portarle al petto, devo alzare la testa, devo alzare la voce, devo far gridare il mio cuore, devo toccare, devo cantare, devo ridere, devo VIVERE." Cosa significa vivere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivere è un insieme di tutto questo. Vivere è spendersi, non risparmiarsi niente; non temere quelle forme di pregiudizio e di credo che sono dettati da condizionamenti che ci limitano nel nostro vivere. Vivere è un’esperienza totale, aperta, dobbiamo essere disponibili a cambiare anche i nostri parametri, perché non esistono solo le nostre verità ma esistono anche le verità di tutti, e quindi vivere significa anche arricchimento, attingendo alle differenze degli altri. Ognuno di noi è diverso dall’altro ma ognuno di noi ci porta delle novità; ecco la Piaf proprio questo intende con queste frasi, allunga le braccia verso la vita perché vuole abbracciarla tutta, è una specie di golosità proprio perché la vita ti deve riempire perché più esperienza  accumuli, più ti evolvi. Quindi vivere in una parola per me è evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Secondo lei, nella figura tormentata della Piaf, colma di generosità, di allegria, di disperazione, di egocentrismo, si riscontra il destino di ognuno di noi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’è un fondo che accomuna tutti quanti noi. C’è una base, quando vai a scavare nel fondo del pozzo c’è qualche cosa che ci fa assomigliare tutti quanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nel film “Into the wild”, il protagonista dopo una vita isolata, giunge ad una conclusione: “La felicità è reale solo quando condivisa”. Secondo lei che cos’è la felicità? è vera tale affermazione e soprattutto perché una vita ricca di incontri come quella della Piaf non l’ha portata ad un equilibrio interiore e quindi a trovare la felicità?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è così scontato che vivere insieme ad altri porti alla felicità. La felicità è una ricerca continua, certo, è vera la frase del film Into the wild, che racconta la storia di questo individuo che ha scelto di vivere in isolamento, ma ti fa capire che tutto quello che vivi se non lo condividi con gli altri rischi di inaridirti. La condivisione è molto importante ma non è scontato che con la condivisione arrivi alla realizzazione, perché se accompagnata da tormenti, anzi i tormenti si accentuano, non è facile trovare la giusta alchimia con gli altri. È vero che vivere in due è forse più bello che vivere da soli ma se vivere in due ti costringe e ti limita forse è meglio il percorso fatto da soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La canzone che più preferisce della Piaf?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento non saprei. Tra quelle che ho scelto nel programma dello spettacolo, dopo una attenta selezione, è chiaro che sono quelle che preferisco di più. Una canzone che posso dire che la rappresenta tantissimo e che arriva al cuore di tutti è “L’inno all’amore”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;La sua è di certo una brillante carriera, ha ancora qualche sogno da realizzare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sogni da realizzare ci saranno sempre. La carriera non è mai come la intendi, come la vorresti; è sempre accompagnata dalla paura della caduta e quindi il sogno principale è quello di riuscire a rimanere in equilibrio perché la carriera  è come andare su di un filo; è un acrobata che cammina su di un filo. La carriera non ti fa camminare sugli allori,  sui carri alati  con gli angioletti attorno. La carriera è sempre e completamente a rischio e quindi il miglior sogno e la miglior realizzazione è la capacità di saper conservare l’equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;“Spesso il male di vivere ho incontrato” così inizia una delle più struggenti e reali poesie di Montale, qual è il suo “male di vivere”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo di avere il male di vivere. Il male di vivere a me non appartiene perché cerco sempre di trovare una soluzione a tutti i disagi del vivere. Disagi ne ho. Il disagio è diverso, ma il male di vivere è una specie di angoscia che non conosco escluso il  periodo adolescenziale, ma non provo quel male di vivere decantato dagli esistenzialisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tra le canzoni della Piaf c’è anche un omaggio a De André, come mai questa scelta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un po’ portare lo spettacolo all’improvviso in un'altra direzione. La scelta si può intuire sul finale dello spettacolo, quando poi lo spettacolo &lt;br /&gt;si capisce che parte come omaggio ad Edith Piaf ma finisce rivolgendosi a tutti gli artisti che sono sia quelli  che hanno lasciato un segno molto forte nella nostra esistenza, sia quelli che sono passati e sono caduti nel dimenticatoio. Di artisti ce ne sono tanti e ce ne sono tanti che non sono per niente conosciuti, quindi mi piaceva entrare in un’altra zona. De André è uno che si è molto ispirato ai francesi, parla quella canzone scelta degli amori che vengono e vanno e quindi questo mi sembrava che rendesse pertinente la scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quando ha capito che il teatro era la giusta via da percorrere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non l’ho mai capito perché non l’ho mai programmato. Nasce con me. I destini nascono prima ancora che tu arrivi sulla terra, quindi credo che ti porti un destino dietro. Se io avessi mai potuto scegliere non avrei mai scelto di fare il teatro, avrei scelto di fare altro, ma il percorso era diciamo predestinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che cos’è per lei il teatro ma ancor di più l’arte come espressione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto molti dicono che è terapeutico, che fa bene alla salute. Altri dicono che fa molto male, che rende schizofrenici, schizzati, malati, inquieti. L’arte sicuramente è una grande valvola di sfogo. Fortunato in un certo senso chi ha questa possibilità di sfogarsi, ma allo stesso tempo poveraccio lui, perché deve fare i conti con  un continuo evolversi delle cose. L’evoluzione porta alla distruzione, alla riconquista, quindi ci sono cadute; ci si rialza. In questo vedi che c’è qualcosa che quello che la Piaf rappresenta e che rappresentano i grandi artisti, questo continuo cadere e rialzarsi, perché l’arte ti fa rialzare. In questo senso sei fortunato se hai questo grande mezzo espressivo, se sei dotato di questo mezzo, perché è una possibilità di rinascita, nello stesso tempo sei sfigato perché sei costretto a cadere. Ogni ricerca comprende una caduta. Ogni caduta, se hai talento prevede una risalita. Se non hai talento rimani caduto e lì rimani, schiacciato dagli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Una delle frasi che mi ha colpito di più quando vidi lo spettacolo fu: Non chiedete ad un grande artista di essere anche coraggioso! Lei ha coraggio nel vivere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coraggio te lo costruisci perché è sempre messo a dura prova. Non mancano elementi di paura ed esitazione, a volte penso troppo prima di fare le cose, altre sono un “buon coraggio”. Rispetto alle cose che scelgo di fare si perché le porto avanti senza timore, e su questo ho molto coraggio; rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nello spettacolo elenca degli artisti: Proust, Rossini, Wilde, Balzac, Bennard, Morrison, Chopin, Maria Callas, Apolliner, Modigliani … quale artista preferisce?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi che sono elencati, e che non ha caso sono stati elencati poiché nel cimitero in cui risiedono, il Père Lachaise, ce ne sono tantissimi, evidentemente sono tutti quelli che mi lasciano un segno particolare. Tra l’altro Wilde l’ho rappresentato in teatro, in uno spettacolo in cui interpretavo lo scrittore. Proust e Modigliani anche. Apolliner l’ho sfiorato quando ho fatto Alfier Jarrier,  uno spettacolo in cui mi rapportavo ad Apolliner.&lt;br /&gt;Callas è una grande voce, Morrison è la tomba più visitata e via dicendo […].&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Lei scrive: “Mi piace trascinare il pubblico in zone calde, barocche e sorprenderlo immediatamente dopo creando un sobrio distacco lunare … lineare”. Può spiegarci meglio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa l’hai letta sul sito! I miei spettacoli sono barocchi nel senso che hanno tanta invenzione, fantasia, trasformazione, e coinvolgono i pubblico quasi epidermicamente, emotivamente. Poi siccome mi piacciono i contrasti nel momento in cui hai coinvolto  il pubblico con immagini anche evocative, mi piace assolutamente dare e contrastare tutto quello per creare poi una distanza; nel senso che in scena mi piace sia avere una passionalità molto diretta che la  senti fisicamente sia avere una dimensione come si può dire … coturnata, astratta, dove entri in zone dove il pubblico no può entrare. Un po’ come dire ti ospito a casa mia, nel mio salotto, nella mia cucina però nella camera da letto non entri o in certe zone non entri perché sono le mie zone. Il palcoscenico quindi diventa un luogo dove posso trasportare il pubblico come mi piace e farlo salire insieme  a me tenendolo per mano, scendendo in mezzo al pubblico, creare immagini , fantasie ecc … e poi invece distaccarmi completamente in modo che il pubblico non mi possa raggiungere più fisicamente, ma dove il pubblico è costretto ad esercitare un altro tipo di sensibilità per poterti capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nella vita è più protagonista o semplice comparsa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro piccolo siamo tutti protagonisti, ovviamente.  Siamo dei protagonisti anche in una visione cosmica, perché tutti noi siamo degli anelli importanti per la catena cosmica. Tutti noi portiamo grandi contributi. In un discorso più sociale, limitato ai condizionamenti, siamo sicuramente più soggetti a rimanere delle comparse perché funzionano delle regole, come quella della televisione, la regola del protagonismo che segue a sua volta certe regole, funzionano le regole della diplomazia, delle regole sociali, degli inciuci politici e allora in quel senso se non sei dentro questo meccanismo sei una semplice comparsa. Per essere protagonista secondo una visione sociale devi andare a Domenica In, devi stare a fianco a Pippo Baudo, a Costanzo, a chi detiene un certo potere. Sotto certi altri aspetti sono sicuramente un protagonista come lo siamo tutti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Recita in Grido d’amore: “Io non ho obblighi ma solo bisogni”. E’ questa la chiave per la libertà?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà non si costruisce solo con un’unica chiave. Ci sono tante porte e tanti ostacoli per arrivare poi ad un senso di libertà. Cos’è la libertà ancora non ci sono arrivato a capirlo. Non avere obblighi è una bella conquista perché significa essere centrati. Avere dei bisogni, delle necessità è importante. Non avere obblighi è una bella conquista ma poi io penso che siamo un po’ tutti costretti dagli obblighi. Questa frase che dico la faccio dire al personaggio che interpreto e che sceglie di vivere come un clochard, quindi è un poeta di strada che estremizza il tutto: si toglie totalmente dalla società, dai condizionamenti di quest’ultima. Forse solo un personaggio, un vero poeta,può arrivare a dirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esserci stati, essere passati su questa terra, basterà un segno per essere ricordati? “Cosa ci farà risalire come bava alla bocca di chi ci ricorda?” (cit.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tempi sono cambiati ed è molto difficile essere ricordati. Adesso siamo in tempi di grande consumismo e tutto è un mordi e fuggi ed anche le cose più belle vengono dimenticate. Non so quanto sia importanti essere ricordati; bisogna lottare, vivere, costruire e poi che ti ricordino o meno forse non conta. Ogni cosa va vissuta in quell’attimo che ci viene dato. Come diceva Edoardo De Filippo credo: “Ogni attore deve avere il coraggio di morire ogni volta si chiude il sipario.” Quindi rassegniamoci al fatto di essere dimenticati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei crede in Dio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente si. Si! Però è un discorso lungo. Credo in Dio ma non in un Dio esterno a noi che ci governa, che ci gestisce, non in questo senso. Non il Dio come ce lo fanno  vedere molto spesso: un Dio che ti punisce, che ti minaccia, che ti  assolve. Credo nella grande  possibilità che l’uomo ha di riscattarsi, di evoluzione spirituale. Credo che  un Dio c’è ed è presente in ognuno di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quale augurio farebbe ad un giovane artista ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giovane artista che segue già fortemente  il suo percorso non ha bisogno di auguri. Dire tieni duro, non mollare mai è già banale perché molla chi ha il dubbio. Un artista di talento che parte con l’intenzione di andare avanti è già forte di per sé. L’augurio è che il suo destino si concretizzi, si realizzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Link:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;www.giannidefeo.it&lt;br /&gt;www.myspace.com/giannidefeo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2864180069398158880?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2864180069398158880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2864180069398158880' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2864180069398158880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2864180069398158880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/04/intervista-gianni-de-feo.html' title='Intervista a Gianni De Feo.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sf8py66spZI/AAAAAAAAAD8/FczTTzzh8Qk/s72-c/teatro_grido_d_amore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-7567906769687992369</id><published>2009-04-09T23:10:00.004+02:00</published><updated>2009-04-09T23:17:28.803+02:00</updated><title type='text'>Qualcuno osava dire:</title><content type='html'>" Gli artisti morti sono ben pagati. I vivi non raccolgono che scherni, insulti, calunnie, e patiscono la fame. Sotto il regno di questi sfruttatori del passato si uccide ogni giorno un poeta di genio.&lt;br /&gt;Noi dobbiamo difenderci contro gli abili assalti degli opportunisti, degli spiriti prettamente mercantili che abbondano nel mondo dell'arte."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filippo Tommaso Marinetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-7567906769687992369?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/7567906769687992369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=7567906769687992369' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7567906769687992369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7567906769687992369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/04/qualcuno-osava-dire.html' title='Qualcuno osava dire:'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-8283659009693367838</id><published>2009-03-25T01:19:00.001+01:00</published><updated>2009-03-25T01:23:28.122+01:00</updated><title type='text'>Se la bellezza salverà il mondo.</title><content type='html'>Ora, qui non si tratta di credere o meno in Dio; non c’entra nulla il nostro miserabile punto di vista laico ai riguardi delle religione cattolico-cristiana; nulla a che vedere con omelie scritte o con temi troppo aulici per essere trattati e perfino letti. No. Nulla di tutto ciò; sebbene nelle righe di seguito potranno comparire parole come “Dio”, “religione”, “creatore” ecc …&lt;br /&gt;Di che cosa si tratta allora? Bé, di questo passo non resta che leggere l’articolo per intero e soppesarlo nel suo valore; sempre se avete abbastanza tempo e non vi lasciate ingannare da una apparente “noiosità” del tema. Anzi, adeguata sarebbe la lettura del testo trattato visto l’importanza etico - formativa che quest’ultimo di per sé ha, al di là se a leggere siano artisti oppure no, credenti o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della creazione, guardò all'opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato l'opera del vostro estro, avvertendovi quasi l'eco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi.”&lt;br /&gt;Con queste toccanti parole inizia quella che nella lontana Pasqua del 1999, fu la lettera di Giovanni Paolo II indirizzata agli artisti di tutto il mondo. Una lettera raggiante nel suo insieme, che s’innalza come un canto di lode e di ringraziamento verso gli artisti di ogni tempo e spazio, poiché bacini di genialità. &lt;br /&gt;L’intenzione del Papa è chiara: “Con questo scritto intendo mettermi sulla strada di quel fecondo colloquio della Chiesa con gli artisti che in duemila anni di storia non si è mai interrotto”. Tentativo umile e coraggioso in un contesto storico-artistico - quello Novecentesco - nel quale si è sempre stati tesi ad escludere il tema e l’iconografia religiosa. &lt;br /&gt;Pone sin da subito una splendida definizione di creatore e artefice, sottolineando l’affinità dei due termini con la vicinanza lessicale fra le parole polacche stwórca ( creatore) e twórca ( artefice). L’uomo è dunque artefice e nella creazione artistica si rivela pienamente immagine di Dio.&lt;br /&gt;“Non tutti sono chiamati ad essere artisti”,- afferma il Pontefice; ma ognuno di noi è chiamato ad essere ‹‹ artista di vita ›› , cioè di fare della propria vita un’opera d’arte, richiamando un po’ la presunzione dannunziana. Ognuno quindi è portato ad avvicinarsi all’enorme fiaccola della bellezza, e non importa se da contribuenti o da ammiratori, poiché “questo mondo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell'ammirazione”. &lt;br /&gt;La figura dell’artista è un ritratto volubile nel tempo, come il suo rapporto con la Chiesa. Il Papa parte sin dai tempi primordiali, passando per il Medioevo, toccando l’Umanesimo, il Rinascimento, fino a giungere al Concilio Vaticano II, in un vero excursus  in grado di sintetizzare tale evoluzione. &lt;br /&gt;Ogni opera d’arte, viene sottolineato, è un patrimonio non solo storico ma anche umano, poiché l’opera costituisce il riflesso del suo essere, svelando i segreti della propria personalità. L’opera è mezzo di comunione tra popoli di culture differenti; e la “storia dell’arte è quindi storia di opere, ma anche di autori”. Nella lacerante domanda che il Papa rivolge al lettore universale, cioè: “L’arte ha bisogno della Chiesa?” c’è un interessante rapporto tra ciò che è buono e ciò che è bello. La bellezza è l’espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza. Platone ci aveva già anticipato scrivendo: “La potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”. L’invito che questo Padre premuroso ci fa, al termine del suo scritto, è un invito che si staglia come un pilastro nel cuore dell’umanità, e che deve coinvolgere tutti, artisti e non, e divenire lo stendardo del nostro essere futuro; poiché tutti possiamo essere portatori di sana bellezza, soprattutto quando si conia con quella che i Greci chiamavano “kalokagathía”, ovvero bellezza-bontà. Quindi scrive: “La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell'essere umano, di fronte alle meraviglie dell'universo, l'unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore. Di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all'orizzonte. Grazie ad esso l'umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino.”&lt;br /&gt;Certo, per stupirsi ci vuole coraggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-8283659009693367838?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/8283659009693367838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=8283659009693367838' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8283659009693367838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8283659009693367838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/03/se-la-bellezza-salvera-il-mondo.html' title='Se la bellezza salverà il mondo.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-416927908510362960</id><published>2009-03-17T00:07:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T00:11:17.501+01:00</updated><title type='text'>Futu- ismo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sb7cj__FCPI/AAAAAAAAADU/OQrqcyHuQcg/s1600-h/larisata.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 307px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sb7cj__FCPI/AAAAAAAAADU/OQrqcyHuQcg/s400/larisata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313927121373300978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 febbraio 1909 - Maggio 2009. Sono passati cento anni da quel manifesto presuntuoso e audace firmato dal letterato Filippo Tommaso Marinetti, il quale con uno slancio verso una modernità intellettuale ed umanistica, cercò di far uscire l’Italia da quel tono di provincialismo e farla inserire all’interno del contesto europeo, che esplodeva di fermenti ed ideologie artistiche sempre nuove. Piazzandosi in un quadro evolutivo, dove sia le guerre che le innovazioni tecnologiche e comunicative erano di grande stimolo, l’avanguardia futurista è anche e forse soprattutto una fiaccola socio-politica. Di impostazione repubblicana, anarcoide e socialisteggiante, costituì una forte spinta rivoltosa e antiborghese. &lt;br /&gt;Non solo quindi una soluzione al problema della rappresentazione del movimento; non solo uno squarcio verso un futuro possibile; ma futurismo come  rinnovamento polemico; battaglia culturale; un groviglio di idee e di istinti  dentro il quale si esprimevano le esigenze reali dell’epoca: il bisogno di essere moderni. Ma cosa vuol significare essere moderni?  Possono valere i punti espressi nel Manifesto di Marinetti, nel quale “ il voler cantare l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità; il voler essere aggressivi, audaci e ribelli” , dichiarandosi anticlericali; favorevoli alla guerra e al militarismo – solo igiene del mondo - ; abbattendo i musei per combattere il classicismo; come stendardo di modernità? &lt;br /&gt;Cento anni ci distano da quella concezione di moderno, che oggi ci appare come un presagio avvenuto, nel quale si dispiega una realtà cantilenante e repressa, incapace di essere “moderna” come ne fu incapace all’ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cento anni. Cento anni passati in fretta, tra velocità e movimento che il futurismo ritrae ancora una volta. E lo fa alle Scuderie del Quirinale (Via XXIV maggio, 16 (zona Via Nazionale) - 00187 Roma; Orario: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30&lt;br /&gt;Ingresso: intero € 10; ridotto € 7,50) dal 20 febbraio al 24 maggio, con una mostra curata da Didier Ottinger e che coglie l’arco temporale che va dalla pubblicazione del Manifesto nel 1909 allo scoppio della Grande Guerra.&lt;br /&gt;Dopo la tappa parigina, la mostra alle Scuderie riporta nella sua patria alcuni grandi capolavori di Boccioni come La risata e I funerali dell’anarchico Galli di Carrà; nonché quella che viene definita la prima opera futurista realizzata da Boccioni: La città che sale.&lt;br /&gt;Al primo piano troviamo opere di Russolo, Severini. Ma non solo, viene creato un rapporto interessante fra il futurismo e le avanguardie internazionali con opere di  Braque, Picasso, Duchamp, Larionov, Picabia, Goncarova. &lt;br /&gt;L’intenzione di fondo perciò vuole creare un ponte levatoio tra le diverse avanguardie europee al fine di renderle corrispondenti linguisticamente tra loro. Lo studio della materia in movimento non era portato avanti solo dal futurismo, ma da diverse avanguardie come il cubismo, il raggismo russo, il vorticismo; e da altri artisti che sempre sono rimasti un po’ fuori coro, come Duchamp. L’esito è una mostra che implica uno sorta di staticità dinanzi a dei quadri che ripropongono con esuberanza l’impetuosità del movimento; all’interno di un museo che gli stessi futuristi rinnegavano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-416927908510362960?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/416927908510362960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=416927908510362960' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/416927908510362960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/416927908510362960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/03/futu-ismo.html' title='Futu- ismo.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/Sb7cj__FCPI/AAAAAAAAADU/OQrqcyHuQcg/s72-c/larisata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-9104723678036697739</id><published>2009-03-08T19:22:00.001+01:00</published><updated>2009-03-08T19:24:43.640+01:00</updated><title type='text'>La colazione sull'erba, Manet.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SbQNITllVEI/AAAAAAAAADE/E8-Q2-tBSzs/s1600-h/e9cbcb56859c68269ae50f7a11303174.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SbQNITllVEI/AAAAAAAAADE/E8-Q2-tBSzs/s320/e9cbcb56859c68269ae50f7a11303174.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310884296924681282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La colazione sull’erba", inizialmente intitolato "Il bagno", costituisce uno dei grandi manifesti pittorici del XIX secolo. Quando il quadro viene realizzato Manet era già un pittore affermato nella Parigi del tempo. Il suo interesse per la vita quotidiana contemporanea era un seme che fiorì già in altri artisti come Courbet; Manet ebbe però la grande capacità di inserirsi in tale scena con uno stile appropriato e modesto, attingendo alla grande tradizione storico-artistica del passato.&lt;br /&gt;Il soggetto è una ripresa veritiera della realtà, senza mezzi termini né filtri e presenta un’ innovazione nella tecnica esecutiva con l’assenza di disegno e di costruzione prospettica coerente; una esecuzione “volgare” priva di sfumato e impostata su forti contrasti di tono.&lt;br /&gt;La scena si presenta in un bosco rigoglioso che cattura la calura estiva. In primo piano due uomini ben vestiti sono a terra – uno disteso con il bastone in mano ed in testa un berretto nero con nappa, l’altro seduto con una cravatta nera – intrattengono una conversazione tra di loro al fianco di una ragazza nuda che guardando lo spettatore si estranea dalla scena. Il corpo della donna è rischiarato da una luce intensa che a primo sguardo cattura subito l’attenzione. Più indietro un'altra donna, in sottoveste,  si bagna in uno stagno, facendo quasi da apice alla base triangolare formata dalle figure in primo piano. Vicino alla donna una dettagliata natura morta è composta dal cestino e dai vestiti delle ragazze. &lt;br /&gt;Esposta nel 1863 nel salone dei rifiuti, undici anni prima della mostra degli impressionisti, destò varie critiche, come Manet dichiarò con lungimiranza. &lt;br /&gt;C’è un recupero nel reinserimento dei personaggi in un contesto paesaggistico; tema abbandonato nella pittura francese già da molto tempo, messo da parte già da David, Géricault e Delacroix.&lt;br /&gt;La scena per quanto “sconveniente” ( così la definì Napoleone III ) elabora una situazione appartenente  alla grande tradizione storica della pittura.&lt;br /&gt;Il tema delle conversazioni tra persone nude e vestite in un paesaggio ha echi mitologici ed allegorici, facilmente riscontrabile nel "Concerto campestre" di Tiziano o nell’incisione del "Giudizio di Paride" di Raimondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manet rinuncia alla tradizionale pennellata e al disegno, modellando senza l’aiuto di linee che definiscono il contorno delle figure, intervenendo - con grida impressioniste- con decisivi colpi di colore.&lt;br /&gt;Sono portati al grado zero i passaggi chiaroscurali; le zone cromatiche appaiono quindi piatte. E’ assente ogni sorta di distinzione netta fra luce ed ombra: dal corpo lucente della ragazza al nero carbone dei panni degli uomini. L’accostamento di macchie più o meno luminose, giustapposte l’une alle altre, si influenzano cromaticamente a vicenda.&lt;br /&gt;Seppur non segue con impeto e convinzione il processo evolutivo degli impressionisti, Manet, con questa tela dà il via alla pittura en plein air, tanto cara agli artisti di macchia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-9104723678036697739?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/9104723678036697739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=9104723678036697739' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/9104723678036697739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/9104723678036697739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/03/la-colazione-sullerba-manet.html' title='La colazione sull&apos;erba, Manet.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SbQNITllVEI/AAAAAAAAADE/E8-Q2-tBSzs/s72-c/e9cbcb56859c68269ae50f7a11303174.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2671785228149847358</id><published>2009-02-24T19:42:00.007+01:00</published><updated>2009-02-24T20:35:41.537+01:00</updated><title type='text'>Le forme del delirio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SaRLVdFt_fI/AAAAAAAAAC8/JjoPlhSXQXE/s1600-h/PicassoGuernica_big.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 174px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SaRLVdFt_fI/AAAAAAAAAC8/JjoPlhSXQXE/s400/PicassoGuernica_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306449092907236850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera di Picasso più importante e più famosa è di certo il Guernica. Di dimensioni enormi (7,82 x 3,54 m) rappresenta una condanna e una testimonianza della crudeltà della guerra. È una delle opere pittoriche più importanti e meglio rappresentate in tutta l’arte contemporanea. La sua poeticità è immediata e forte, emozionante e crudele.&lt;br /&gt;Il 28 aprile del 1937 il bombardamento delle truppe tedesche di Franco sulla città di Guernica causò un vero e proprio massacro. Picasso decise che il suo dipinto dovesse essere la risposta a tale atrocità e viltà. Il Guernica nasce perciò da un sentimento di dolore e collera nei confronti di tutte quelle persone che opprimevano la libertà dell’uomo. Fu inoltre anche la dimostrazione di quanto l’arte giocasse un ruolo decisivo nella vita sociale e culturale del tempo.&lt;br /&gt;Il dipinto rappresenta quindi un fatto storico. È il primo intervento novecentesco della cultura nella lotta politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’artista usa solo tre colori: il bianco, il grigio e il nero, rappresenta così facendo l’assenza della vita e della natura. Imprime allo spettatore una sensazione cupa, tragica.&lt;br /&gt;Le persone e gli animali, come gli oggetti raffigurati hanno una valenza realistica e allo stesso tempo simbolica. La fisionomia cubista e deformata dei protagonisti sottolinea tutta la distruzione e lo sgomento e l’orrore che hanno provato. L’urlo della madre che tiene in braccio suo figlio sembra quasi uscire fuori dal quadro ed arrivarci impetuoso; lo scoppio della lampadina elettrica sembra accompagnare l’esplosione della bomba caduta sulla città, l’ultima luce di speranza e di pace si spegne di colpo; la corsa di uomini e di donne fuori dalle abitazioni sulla destra o il cavallo che scalpita e fugge via ci dà la sensazione del caos di quel momento; l’uomo morente a terra che stringe ancora la spada a terra vicino ad un fiore ci trasmette subito l’impossibilità di reagire a questo terribile evento.&lt;br /&gt;Picasso ferma come una fotografia il momento in cui la morte prende piede tra le vie della città. Il quadro presenta simmetria, prospettiva e graduazione di colore.&lt;br /&gt;L’Europa non è più la libertà e la pace, ma la violenza e la guerra. Durante l’occupazione tedesca di Parigi, ad alcuni critici tedeschi che gli parleranno di Guernica Picasso risponderà: “ non l’ho fatta io, l’avete fatta voi”.&lt;br /&gt;E noi, da brav'uomini, continuiamo ad usare un solo colore quando ci ritraiamo sulla faccia dei secoli: il colore pece dell'odio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2671785228149847358?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2671785228149847358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2671785228149847358' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2671785228149847358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2671785228149847358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/02/le-forme-del-delirio.html' title='Le forme del delirio.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SaRLVdFt_fI/AAAAAAAAAC8/JjoPlhSXQXE/s72-c/PicassoGuernica_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-7959401048151549659</id><published>2009-02-16T23:51:00.003+01:00</published><updated>2009-02-17T00:21:56.186+01:00</updated><title type='text'>Il mondo ha fretta di consumarsi.</title><content type='html'>Qui in primavera, le stelle navigano il vuoto;&lt;br /&gt;Qui nell’inverno ornamentale&lt;br /&gt;Il nudo cielo viene giù a rovesci;&lt;br /&gt;L’estate seppellisce l’uccello nato in primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I simboli provengono dal lento costeggiare dell’anno&lt;br /&gt;Le rive di quattro stagioni;&lt;br /&gt;Fuochi di tre stagioni insegnano in autunno&lt;br /&gt;E note di quattro uccelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrei distinguere l’estate dagli alberi, i vermi,&lt;br /&gt;Se lo fanno, narrano le tempeste dell’inverno&lt;br /&gt;O il funerale del sole;&lt;br /&gt;Dovrei imparare la primavera dal canto del cuculo&lt;br /&gt;E la lumaca mi dovrebbe insegnare distruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un verme racconta l’estate meglio dell’orologio,&lt;br /&gt;La lumaca è un vivente calendario di giorni;&lt;br /&gt;Che cosa mi dirà se un insetto senza tempo&lt;br /&gt;Dice che il mondo lentamente si consuma? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Dylan Thomas-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna essere felici. Neanche fosse una gara; un prodotto scontato messo in bella vista poco prima della cassa. Il pannolone che ci impedisce di pisciarci addosso perché la realtà è semplicemente la realtà. Bisogna essere felici; ci vuole un bello sforzo, come se la felicità spettasse di diritto a tutti: ma perché ne siamo così convinti?&lt;br /&gt;"Il mondo lentamente si consuma", e la felicità viene smussata insieme a lui, insieme alla carne flaccida, al sangue stagnante, alla mente atterita.&lt;br /&gt;Non bisogna essere felici. La felicità, come la vita, è il raggiungimento subalterno precluso dal voler vivere prima che l'universo scoppi di insensatezza.&lt;br /&gt;Diventeremo fuliggine appiccicata a corollari di cera. State davvero vivendo la vita che dicevate di vivere?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-7959401048151549659?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/7959401048151549659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=7959401048151549659' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7959401048151549659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7959401048151549659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/02/qui-in-primavera-le-stelle-navigano-il.html' title='Il mondo ha fretta di consumarsi.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2060754055113131884</id><published>2009-02-09T16:49:00.011+01:00</published><updated>2009-02-10T18:57:48.573+01:00</updated><title type='text'>"... Bisogna andare."</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SZBS-8qu2tI/AAAAAAAAACU/VDJ3Gbmanew/s1600-h/BoesOnTheRoad.bmp"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SZBS-8qu2tI/AAAAAAAAACU/VDJ3Gbmanew/s200/BoesOnTheRoad.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300828002805799634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tale scrittore scriveva in un suo libro che “la strada è vita”. Bé, nel suo dire, aveva preso in pieno il concetto di esistenza e di letteratura contestualizzati nel periodo in questione: il Novecento.&lt;br /&gt;Nel Novecento la poesia, la pittura, la musica, hanno acquisito la libertà che da tempo cercavano, rompendo ogni sorta di barriera pre-costituita. La mancanza di regole diventa l'unica vera regola da seguire; l'istinto viene fuori dal corpo e dall'anima dettando quell'impulso che traspare di genialità. Si parte dallo slancio dei realisti, dei romantici, dei decadenti - in particolar modo di loro si prende quell'esistenzialismo necessario per rompere ogni schema - e si arriva addirittura ad una scrittura fortuita come quella dei dadaisti. L'arte del novecento è passionale, erotica, dannata,trasferisce urto; dà vita, mette in movimento.&lt;br /&gt;Il carburante è l’uomo; l’uomo egocentricamente esclude Dio. C’è una fuga sostanzialmente o una predisposizione che ha sempre messo l’uomo in viaggio; qualunque sia il motivo, qualunque sia la meta, il mezzo, lo scopo o la volontà che ci traina occorre anteporre un piede all’altro se si vuole restare vivi il più a lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La palla è posta al centro. Il fulcro è stabilito; ora non spetta che a delle avanguardie come il Futurismo o l’Action Painting o a dei generi musicali come il be bop di scandire il tempo in sedicesimi.&lt;br /&gt;Vivere con ritmo; entrare dentro il battito del mondo e restarci finché non si crepa; ribellarsi al comune vivere e vestirsi da “pazzi” per convincersi che tutto è possibile, questo è il messaggio che sull’onda della beat generation Jack Kerouac ci comunica.&lt;br /&gt;Kerouac ha la funzione o meglio la capacità di mettere in prosa quello che è il grande sogno americano; scrive su un rotolo di carta e sotto sostanze allucinogene ( il romanzo in questione è On the road) la sintesi intellettiva ed esistenziale della gran parte – o meglio di una parte – del Novecento.&lt;br /&gt;Quindi Kerouac irrompe oltre le “colonne d’Ercole” che dannarono Ulisse nell’ottava bolgia, e non lo fa solo fisicamente, ma anche mentalmente e spiritualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio, fin dagli inizi della letteratura occidentale,a partire da Omero, è la più suggestiva metafora e visione che allude alla condizione umana. Questa implica l’acquisizione di nuove esperienze, filone necessario per il distacco dalla percezione abituale.&lt;br /&gt;In On the road, mettersi in viaggio equivale a trovare se stessi, un po’ come spetta a Dante nella sua Comedìa. I due protagonisti del romanzo, Dean e Sal, nelle notti di follia tra autostop e Lsd cercano di scovare il senso della loro esistenza; sfuggono all’idea della morte elevando al cubo ogni sensazione che li fa vivi. Cercano in sostanza lo stesso “colle luminoso” che Dante deve raggiungere. Il viaggio è però agli antipodi: se Dante si muove dal basso verso l’alto seguendo un percorso di humilitas, Sal e Dean viaggiano a ritroso; dalla linea retta dell’asfalto al basso cielo del peccato, adagiati in quella realtà illusoria underground; si pensi a “I Sotterranei” del medesimo autore.&lt;br /&gt; Viene meno dunque la concezione gerarchica di spazialità, fondamentale nella cultura medievale, e presuppone elementi di orizzontalità.&lt;br /&gt;Il cammino di Dante si svolge all’insegna del recupero e del ritorno; un modello di viaggio posto come recupero di una perdita. I protagonisti di On the road invece si fondono in una duplice antinomia del Poeta, avvicinandosi alle figure di Ulisse ed di Adamo, due figure della trasgressione, una del mito classico, l’altra di quello cristiano.&lt;br /&gt;Il tema ambivalente è legato  al grande tema della scoperta, dell’investigazione, dello svelamento salvifico, profetico e non, temi centrali della tradizione classica e romanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kerouac e Neal (nel romanzo Sal e Dean) con una smisurata rabbia e inadeguatezza verso la società circostante hanno fatto in modo  di inventarsi il loro “inferno beato”, dove non importava se si era avvolti da una luce purificatoria o da un buio di perdizione, l’importante era andare, non fermarsi, non restare. Il viaggio di Kerouac sembra non finire mai, anche quando terminato il libro il suo zaino e le sue scarpe proseguono dentro di noi. Se Dante volle portare luce alla società corrotta del suo tempo, Kerouac pretese solo di lasciare un segno, acronimo desiderato da ogni vivente; in questo c’è riuscito.&lt;br /&gt;Bob Dylan disse una volta: “Ho letto On The Road nel 1959, cambiò la mia vita, così come ha cambiato quella di ciascun altro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da On the road:&lt;br /&gt;“ Che differenza fa, in definitiva?L’anonimato nel mondo degli uomini è meglio della fama in cielo, perché cos’è il cielo? &lt;br /&gt;Cos’è la terra? E’ tutto nella mente.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2060754055113131884?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2060754055113131884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2060754055113131884' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2060754055113131884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2060754055113131884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/02/bisogna-andare.html' title='&quot;... Bisogna andare.&quot;'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SZBS-8qu2tI/AAAAAAAAACU/VDJ3Gbmanew/s72-c/BoesOnTheRoad.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-1249083486463986933</id><published>2009-01-21T21:46:00.002+01:00</published><updated>2009-01-21T22:02:30.201+01:00</updated><title type='text'>IL MOSTRO UNICO.</title><content type='html'>di Stefano Benni http://stefanobenni.it/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.&lt;br /&gt;Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.&lt;br /&gt;Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.&lt;br /&gt;E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.&lt;br /&gt;Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.&lt;br /&gt;Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.&lt;br /&gt;Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.&lt;br /&gt;Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Credo che non ci sia null'altro da aggiungere. Ha già detto tanto, a mio avviso, questo genio di scrittore. Questo è sì un buono spunto per riflettere; e se la critica non parte solo dagli studenti (accusati tra l'altro di farsi "manipolare" dalla sinistra) ma da una persona acculturata come Stefano Benni, bé... allora c'è davvero qualcosa che non torna. E quel qualcosa che non torna si chiarifica a mio riguardo tra le ultime righe: "... vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera." Finalmente è stato detto! A quando un/a acculturato/a come ministro/a dell'istruzione? Perlomeno all'istruzione... &lt;br /&gt;Se l'arte è morta e muore ogni giorno, e per arte voglio dire Cultura, voglia di Sapere, è grazie anche a queste persone. A buon intenditor poche parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-1249083486463986933?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/1249083486463986933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=1249083486463986933' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/1249083486463986933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/1249083486463986933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/01/il-mostro-unico.html' title='IL MOSTRO UNICO.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-8880753405900543414</id><published>2009-01-15T21:23:00.004+01:00</published><updated>2009-01-15T21:32:18.579+01:00</updated><title type='text'>Qualcuno osava dire:</title><content type='html'>"[...] Il buon senso ci dice che le cose della terra esistono ben poco e che la vera realtà è soltanto nei sogni. Per digerire la felicità naturale, o quella artificiale, bisogna innanzitutto avere il coraggio di inghiottirla; e quelli che forse meriterebbero la felicità sono proprio quelli a cui la felicità, così come la concepiscono i mortali, ha fatto sempre l'effetto di una sostanza per vomitare. [...]"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: "I paradisi artificiali" di C. Baudelaire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-8880753405900543414?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/8880753405900543414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=8880753405900543414' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8880753405900543414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8880753405900543414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/01/qualcuno-osava-dire.html' title='Qualcuno osava dire:'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2719018054407994742</id><published>2009-01-10T21:01:00.001+01:00</published><updated>2009-01-10T21:04:02.046+01:00</updated><title type='text'>Aspettare...</title><content type='html'>Aspettavo lei&lt;br /&gt;solamente&lt;br /&gt;aspettavo occhi&lt;br /&gt;di brina fresca&lt;br /&gt;o spicchi chiusi&lt;br /&gt;d’arancio acre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aspettavo lei&lt;br /&gt;solamente&lt;br /&gt;nella mia pipa&lt;br /&gt;fumante&lt;br /&gt;di tabacco e solitudine&lt;br /&gt;lei&lt;br /&gt;solamente&lt;br /&gt;pieghevole coltre&lt;br /&gt;di tela fine&lt;br /&gt;dolce immagine&lt;br /&gt;raffaellesca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aspettavo che arrivasse&lt;br /&gt;a salvarmi &lt;br /&gt;dalla mia pipa&lt;br /&gt;ostinata&lt;br /&gt;dal cancro &lt;br /&gt;dei miei vizi&lt;br /&gt;lei&lt;br /&gt;casto &lt;br /&gt;stupore friabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un timido imbarazzo&lt;br /&gt;innocente &lt;br /&gt;sparso &lt;br /&gt;come salsedine&lt;br /&gt;sulla pelle del mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aspettavo lei&lt;br /&gt;la sua aurea bianca&lt;br /&gt;il volo libero&lt;br /&gt;delle sue parole&lt;br /&gt;portarmi l’anima &lt;br /&gt;a ristorare&lt;br /&gt;sempre più lontano&lt;br /&gt;su una nube d’airone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E voi? Chi state aspettando?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2719018054407994742?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2719018054407994742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2719018054407994742' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2719018054407994742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2719018054407994742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/01/aspettavo-lei-solamente-aspettavo-occhi.html' title='Aspettare...'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-8483000624958005392</id><published>2009-01-08T16:42:00.004+01:00</published><updated>2009-01-08T16:52:35.610+01:00</updated><title type='text'>La Strage degli innocenti.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SWYfxB8AKgI/AAAAAAAAABs/-sYkjzoxdzU/s1600-h/innocenti_reni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SWYfxB8AKgI/AAAAAAAAABs/-sYkjzoxdzU/s320/innocenti_reni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288949739587381762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal vangelo secondo Matteo 2,11:&lt;br /&gt; &lt;&lt; Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.&lt;br /&gt;Allora si adempì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:&lt;br /&gt;Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. &gt;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dipinto è stato eseguito a Bologna nel 1611 da Guido Reni, artista emiliano di particolare importanza per la peculiarità del suo “classicismo cristiano” che gli porta fama a livello europeo.&lt;br /&gt;La realizzazione che sopra è mostrata è una delle opere più compiute e ammirate del pittore, dove viene impastato un colore e una realizzazione delle forme di matrice raffaellesca. Ricordiamo che Reni è uno di quei pittori che “cammina” accanto all’operato dei Carracci, che apportarono importanti novità nella pittura inizio Seicento. Viene rifiutato il concetto neoplatonico di Bellezza, che riduceva l’abilità pittorica a mero strumento per esprimere l’Idea, e viene rivalutato il disegno dal vero, concepito come strumento di indagine e osservazione della realtà; la tradizione tardo manieristica lasciava il posto alla ripresa degli insegnamenti di inizio cinquecento.&lt;br /&gt;L’episodio della strage ordinata da re Erode è inscenato in una piazza chiusa da edifici che “blocca il gruppo umano in una visione frontale e ravvicinata simile ad un altorilievo” [Bora, Ficcadori].&lt;br /&gt;L’uso di accordi cromatici, giocati su tonalità di blu intensi e di rossi sanguinei e gialli luminosi, dissolvono la brutalità della tragedia, interpretata in una dimensione quasi teatrale. La violenza delle azioni è sospesa nell’atto di compiersi, a dimostrazione della totale agonia provata e trasmessa attraverso l’urlo della donna in fuga verso sinistra. &lt;br /&gt;Elegante e intrisa di grazia sublime è la figura in primo piano che, accovacciata, mira verso l’alto quasi rassegnata al martirio.&lt;br /&gt;Il pianto della morte, il dolore e la paura, sono esorcizzati dalla bellezza senza tempo delle forme; resta tuttavia l'amarezza di ogni tragedia che sormonta i secoli e ne delinea i lineamenti orribilmente folli.&lt;br /&gt;Il silenzio è meditazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante sarebbe il confronto con il “Guernica”, un quadro realizzato ben tre secoli più tardi, che riferisce lo stesso concetto di strage ma con un utilizzo di forme del tutto variato. Ad un'altra analisi, magari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-8483000624958005392?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/8483000624958005392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=8483000624958005392' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8483000624958005392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/8483000624958005392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/01/la-stage-degli-innocenti.html' title='La Strage degli innocenti.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SWYfxB8AKgI/AAAAAAAAABs/-sYkjzoxdzU/s72-c/innocenti_reni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2351276138549439324</id><published>2009-01-02T22:05:00.006+01:00</published><updated>2009-01-07T16:52:57.075+01:00</updated><title type='text'>E noi, cosa possiamo?</title><content type='html'>Solo l’Amore può &lt;br /&gt;scardinare i muri dell’indifferenza &lt;br /&gt;che imprigionano l’anima &lt;br /&gt;in una solitudine mortale. &lt;br /&gt;Solo l’Amore può &lt;br /&gt;distruggere l’angoscia &lt;br /&gt;di cuori impietriti dall’odio&lt;br /&gt;e dalla violenza. &lt;br /&gt;Solo l’Amore può &lt;br /&gt;ridare speranza a chi, &lt;br /&gt;colpito dalle terribili sferzate &lt;br /&gt;della vita, &lt;br /&gt;giace prostrato &lt;br /&gt;nella disperazione. &lt;br /&gt;Solo l’Amore &lt;br /&gt;può &lt;br /&gt;far germogliare &lt;br /&gt;la Gioia di vivere &lt;br /&gt;nei deserti dell’umanità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Chiara Amirante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tu? Tu cosa puoi? o forse no... forse non puoi, non tu; magari pensi che ci voglia troppo sforzo, magari; magari ti porti a letto anche la tua coscienza per farla azzittire, per farla godere meglio; perchè tutto è apparenza, tutto è piacere, tutto è godimento. Perché dire "si" è più facile che dire "no"; perché neanche serve dire di "no" quando la tua voce si confonde con le altre, è uguale alle altre, e quella che sarebbe libera espressione diventa gregge di pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai, dimmi che mi sbaglio, che sto sparando un mucchio di stronzate, dimmelo che anche tu PUOI, forza dannazione, dimmelo che non è così, dillo cazzo...dillo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2351276138549439324?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2351276138549439324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2351276138549439324' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2351276138549439324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2351276138549439324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2009/01/e-noi-cosa-possiamo.html' title='E noi, cosa possiamo?'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-2925062650780842972</id><published>2008-12-24T12:36:00.004+01:00</published><updated>2008-12-24T12:52:23.116+01:00</updated><title type='text'>La bellezza al servizio della Bellezza.</title><content type='html'>Era nei piani della provvidenza &lt;br /&gt;che il Verbo si facesse Carne,&lt;br /&gt;che una parola, la Parola,&lt;br /&gt;fosse scritta in terra a carne e sangue.&lt;br /&gt;E questa parola abbisognava di uno sfondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ombra mirabile&lt;br /&gt;che avvolge il sole&lt;br /&gt;e ad esso cede&lt;br /&gt;ed in essa si ritrova:&lt;br /&gt;questo sfondo bianco&lt;br /&gt;immenso quasi una voragine&lt;br /&gt;che contiene la parola che è Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo arcobaleno di virtù&lt;br /&gt;che dice "pace" al mondo intero&lt;br /&gt;perché la Pace al mondo ha dato:&lt;br /&gt;questa creatura immaginata&lt;br /&gt;negli abissi della Trinità&lt;br /&gt;e a noi donata&lt;br /&gt;era Maria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Lei non si parla&lt;br /&gt;di Lei si canta.&lt;br /&gt;Non è solo oggetto di studio,&lt;br /&gt;ma di poesia.&lt;br /&gt;I più grandi geni dell'universo &lt;br /&gt;hanno messo il pennello e la penna&lt;br /&gt;al suo servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Gesù incarna il Verbo,&lt;br /&gt;il Logos, la Luce, la Ragione,&lt;br /&gt;Essa incarna l'arte, la Bellezza,&lt;br /&gt;l'Amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capolavoro del Creatore,&lt;br /&gt;Maria,&lt;br /&gt;per la quale lo Spirito Santo&lt;br /&gt;ha sbizzarrito le sue invenzioni&lt;br /&gt;ha versato molte Sue ispirazioni.&lt;br /&gt;Bella Maria!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Lei mai abbastanza si dirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Chiara Lubich.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-2925062650780842972?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/2925062650780842972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=2925062650780842972' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2925062650780842972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/2925062650780842972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/12/la-bellezza-al-servizio-della-bellezza.html' title='La bellezza al servizio della Bellezza.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-616614260724409006</id><published>2008-12-18T23:09:00.010+01:00</published><updated>2008-12-18T23:23:49.445+01:00</updated><title type='text'>Dove tutto ha inizio.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SUrKfc5KGmI/AAAAAAAAABk/SvfKc5c2h6s/s1600-h/l%27origine+de+mondo-courbet.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 249px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SUrKfc5KGmI/AAAAAAAAABk/SvfKc5c2h6s/s320/l%27origine+de+mondo-courbet.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281256154726013538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Né poetiche romantiche che premevano sul significato drammatico o patetico del soggetto, né propensioni per una resa visiva e percettiva a cui gli impressionisti ambivano; rappresentazione della realtà invece; costatazione veritiera dei soggetti e dell’ambiente senza filtri ideologici o stilistici.&lt;br /&gt;  Courbet si distanzia dal resoconto pittorico del primo ottocento per dar alito ad un nuovo aspetto delle cose rappresentate: rende il quadro non la proiezione del reale ma un concreto pezzo di realtà. La rottura che egli provoca è decisiva e lacerante sebbene già cenni simili si ostentarono con Géricault, Millet e Daumier. &lt;br /&gt;  Questa concretezza realistica Courbet la trova non immischiando la pittura con la vita -peraltro attivissima- politica e sociale, poiché &lt;&lt;  un realismo ideologicamente orientato non sarebbe più un realismo, perché non rifletterebbe la realtà com’è ma come si vorrebbe o non si vorrebbe che fosse. &gt;&gt;  [ G.C. Argan]. Di fatti il realismo di Millet o Daumier cade nella questione sociale e nella politica di protesta, del tutto comprensibile sotto l’influenza romantica. &lt;br /&gt;  Dedito ad una pittura senza schemi e inibizioni il pittore autore de “L’origine du monde”  non esiterà a creare scandali e ambiguità, necessari per prendere coscienza in maniera oggettiva del mondo reale con tutte le contraddizioni in esso presenti.&lt;br /&gt;  “L’origine del mondo” (1866, olio su tela, 46 × 55 cm. Parigi, Museo d'Orsay.) mostra chiaramente questo punto di frattura. L’opera, commissionata da Khalil-Bey, diplomatico turco, destò molto scalpore e condusse un percorso non poco travagliato. Come stupirsene del resto visto la sfida che il dipinto lanciava al comune senso di pudore intriso perfino nell’arte stessa? In ogni modo l’opera, per quanto sia un nudo maggiormente spinto rispetto ai nudi  che la precedevano, suscita uno scalpore forse enfatizzato, poiché a mio avviso già opere come la “Danae” di Tiziano, pronta a farsi fecondare da Apollo o la “Venere di Urbino” con la mano sul pube - per quanto rappresentazioni mitologiche - presentano il medesimo erotismo. Lo stesso erotismo che si percepisce anche nella “Maya desnuda” del Goya, distesa sopra cuscini e lenzuola fresche, pulite, mentre esibisce con fierezza tutta la sua nudità, i suoi seni solidi.  Certo, il quadro di Courbet appare “crudo”  o meglio, più reale; appare non idealizzato a differenza dei nudi che conosciamo, ma la mancata idealizzazione del dipinto é dovuta al nostro modo di guardare e al modo di guardare proprio dell’epoca a cui appartiene; ecco il motivo di tanto scalpore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “L’origine del mondo” è un elogio alla donna universale, non specifica. Il pittore sceglie per questo di omettere il viso tagliato dal panneggio; ritrae un solo capezzolo e scende giù, col pennello, usando colori caldi e luminosi e staglia  il pube della donna, così solido e dettagliato da rendere increduli. La donna ha le gambe aperte, in allusione ad una fantomatica penetrazione. Le gambe non sono scultoree ma “carnali”; si potrebbe dire belle perché difettose.  Sicuramente la donna ritratta era una delle consuete amanti con cui l’artista passava il suo tempo.&lt;br /&gt;  L’aspetto metaforico viene proprio dal titolo: “l’origine del mondo”, ovvero la sede dove ogni vivente si è generato, dove la voluttuosità della donna e dell’uomo crea la vita. Possiamo dire quindi che il quadro è un oggetto creativo rappresentante il fulcro della creazione. Non solo: vista sotto l’aspetto religioso l’immagine può alludere alla peccaminosità dell’uomo, ma soprattutto alla Immacolata Concezione. Così considerato il dipinto assume la materialità che c’è sia dietro il rapporto sessuale che nell’orgasmo, sia nell’anatomia propria del genere umano.&lt;br /&gt;  Courbet, con opere analogamente riflessive e dirette &lt;&lt; pone le premesse etiche senza le quali la ricerca conoscitiva di Manet e degli impressionisti non sarebbe possibile. &gt;&gt; [G.C. Argan].&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-616614260724409006?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/616614260724409006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=616614260724409006' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/616614260724409006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/616614260724409006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/12/dove-tutto-ebbe-inizio.html' title='Dove tutto ha inizio.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SUrKfc5KGmI/AAAAAAAAABk/SvfKc5c2h6s/s72-c/l%27origine+de+mondo-courbet.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-7815989100039054703</id><published>2008-12-07T23:44:00.007+01:00</published><updated>2008-12-24T12:52:46.115+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/STxS81QoMSI/AAAAAAAAAAs/6QBcxTXEs3g/s1600-h/5814512ca1c942898f797d1993e30236.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/STxS81QoMSI/AAAAAAAAAAs/6QBcxTXEs3g/s200/5814512ca1c942898f797d1993e30236.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277184068413829410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dunque è questa &lt;br /&gt;la forca&lt;br /&gt;l’antico giogo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la coccia aspra&lt;br /&gt;del vespro&lt;br /&gt;la finta mietitura celeste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’occhio alieno&lt;br /&gt;trapiantatomi nel cuore&lt;br /&gt;costretto al vero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’assenso ipocrita&lt;br /&gt;del nulla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque è questa&lt;br /&gt;l’osannata scintilla&lt;br /&gt;il censimento bastardo&lt;br /&gt;dei nostri giorni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la banchina spietata&lt;br /&gt;del verso&lt;br /&gt;vissuto conquistato &lt;br /&gt;strappato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per un’esistenza balorda&lt;br /&gt;da una manciata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque è questo&lt;br /&gt;il sangue&lt;br /&gt;che ogni poeta&lt;br /&gt;deve stillarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fabio Appetito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa significa essere “poeti”? Chi è in realtà il vero poeta? Cosa mai proverà questo uomo o questa donna di tanto diverso da essere distinto dagli altri? Che ruolo svolge nella società di oggi e che supporto fornisce a quest’ultima? Ma soprattutto, può sentirsi fortunato per aver ricevuto in dono la capacità di scrivere, immortalando sensazioni? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  La poesia qui proposta non ci delucida su tali domande, né tenta di avere la presunzione di farlo; rende invece una resa finale - come in un dipinto - a cui il poeta è giunto, o meglio una consapevolezza e uno stato opprimente che scuote la sua coscienza e lo pianta di fronte a una verità labile. Salta a ragion di logica i passaggi intermedi: non è necessario chiedersi chi è il vero poeta e cosa vuol dire esserlo, ma affronta di petto le problematiche interiori e quotidiane che questo “essere poeti” comporta. &lt;br /&gt;  Quello che prova è chiaro, è lì di fronte a lui; si rivolge ad un fantomatico interlocutore - che può essere benissimo se stesso- e precisa: “dunque è questa/la forca/l’antico giogo” […] . La poesia è un antico giogo, che sembra gravare sulle spalle invece di iniettare una dose di libertà; è una forca a cui lui è costretto, spinto da una sottile dipendenza.&lt;br /&gt;  Prosegue: “ la coccia aspra/del vespro/la finta mietitura celeste” […] ; il poeta ci riferisce il retrogusto aspro del foglio - qui inteso come coccia - che lo porta fino a sera, a fare i conti col raccolto “celeste” – la somma delle buone azioni- dell’anima e del corpo.&lt;br /&gt;  E ancora: “L’occhio alieno/trapiantatomi nel cuore/costretto al vero” […]; qui la poesia si innalza: è scorto il centro del malessere. L’inadeguatezza alla realtà è data da una più sincera e soppesata sensibilità che partorisce un “occhio alieno” cullato dai battiti cardiaci; un occhio anomalo che costringe chi lo possiede a “sbucciare” gli strati superficiali delle cose, sentimenti o persone, e vederle nell’ottica originale, veritiera.&lt;br /&gt;   Il componimento mantiene ancora per vari versi un’ “altitudine” lirica, accusando non solo il “nulla” – identificato nella gente che deride in un certo senso la poesia; non ne utilizza i benefici quindi – ma anche la presenza stessa della forma d’arte, e la sminuisce: “Dunque è questa/l’osannata scintilla/il censimento bastardo/dei nostri giorni” […] , come per dire: - è tutto qua?-&lt;br /&gt;  Ma il verso non risparmia; il verso vuole indietro la vita: baratta la sensualità piena dei propri lemmi con il sacrificio, col lavoro forzato, con atti di violenza, con ergastoli utopici ed esperienze deridenti, proprie di “un’esistenza balorda”. […]&lt;br /&gt;  Ci si acquieta; rimane l’ago della siringa ficcato nelle vene del cantore, e ancora getta inchiostro. C’è sempre un tipo di droga che annienta l’uomo, e l’ultima stanza lo mostra: “Dunque è questo/ il sangue/che ogni poeta/deve stillarsi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una resa a spruzzi ermetica e senz’altro più modica, si è voluto rendere la medesima inettitudine interiore che Baudelaire riportò nella lirica “L’albatros”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-7815989100039054703?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/7815989100039054703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=7815989100039054703' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7815989100039054703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/7815989100039054703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/12/dunque-questa-la-forca-lantico-giogo-la.html' title=''/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/STxS81QoMSI/AAAAAAAAAAs/6QBcxTXEs3g/s72-c/5814512ca1c942898f797d1993e30236.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-3060346727564690527</id><published>2008-12-01T21:22:00.005+01:00</published><updated>2008-12-01T21:26:12.883+01:00</updated><title type='text'>...da non ripetere due volte!</title><content type='html'>Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite:&lt;br /&gt; proprio per questo, diceva un filosofo,&lt;br /&gt; gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie.&lt;br /&gt; Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori.&lt;br /&gt; È un maleducato, se parla in privato e da privato.&lt;br /&gt; È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante,&lt;br /&gt; un dipendente pubblico, un eletto dal popolo.&lt;br /&gt; Chi è al servizio di un pubblico&lt;br /&gt; ha il dovere costituzionale di farsi capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                         Tullio De Mauro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-3060346727564690527?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/3060346727564690527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=3060346727564690527' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3060346727564690527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3060346727564690527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/12/da-non-ripetere-due-volte.html' title='...da non ripetere due volte!'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-3200106439335925580</id><published>2008-11-28T21:45:00.008+01:00</published><updated>2008-11-28T23:41:18.340+01:00</updated><title type='text'>Brodskij.</title><content type='html'>Russia, 1940. Nasce a San Pietroburgo il poeta Josif Alexandrovic Brodskij, premio nobel per la letteratura nel 1987. A quindici anni lascia la scuola e comincia a studiare da autodidatta. Scrive le prime poesie assaporando quella sensazione d'eterno che le strofe dettano; affermando che il poeta è "solo uno strumento della lingua, e come prigioniero di essa, il mezzo di cui la lingua si serve per esistere". &lt;br /&gt;Il profilo sociale e politico della Russia dittatoriale, dove l'espressione veniva minimizzata e guidata entro canoni ideologici ben precisi, influisce molto sull'artista e sulla sua poetica. La sua cultura di formazione europea e i suoi scritti, ricchi di immagini e rimandi letterari, non entravano nel modello di poeta sovietico che si voleva dal partito. Si trasferisce così negli USA costretto dalle autorità sovietiche, dove tenne corsi in varie università e svolse un'ampia attività pubblicistica oltre che poetica. Diventa cittadino americano.&lt;br /&gt;Brodskij ha esordito pubblicando nel 1958 alcune poesie in una rivista clandestina. Venne subito riconosciuto come uno dei lirici più dotati della sua generazione. Ebbe il sostegno di Anna Achmatova che gli dedicò una delle sue raccolte (1963).&lt;br /&gt;Si dedicò a varie traduzioni di poeti inglesi come Donne e Hopkins.&lt;br /&gt;Nel 1987 fu insignito del premio Nobel per la letteratura con le seguenti motivazioni: "for an all-embracing authorship, imbued with clarity of thought and poetic intensity". &lt;br /&gt;Nel 1996 morì a Brooklyn per un attacco cardiaco e venne seppellito a Venezia, sintomo di uno speciale amore per l'Italia. A Venezia e’ legato anche lo splendido libro "Fondamenta degli incurabili" (1989).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tempo. Sono pronto a iniziare&lt;br /&gt;non importa che cosa. Apro la bocca&lt;br /&gt;Posso tacere. Ma è meglio che parli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di che ? Dei giorni, delle notti. Oppure&lt;br /&gt;di nulla. Oppure degli oggetti. Degli&lt;br /&gt;oggetti, non degli uomini. Morranno,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi morranno tutti e anch’io morrò.&lt;br /&gt;E’ una fatica sterile parlarne.&lt;br /&gt;Come scrivere al vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente dormo&lt;br /&gt;in pieno giorno.&lt;br /&gt;La mia morte, si vede,&lt;br /&gt;fa le prove su me,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;benché respiri,  mi mette&lt;br /&gt;lo specchio sulla bocca, –&lt;br /&gt;siccome una non-vita&lt;br /&gt;io conduco alla luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secco, ponderato, a tratti flebile per tornare con un pungiglione di verità. Le poesie ritraggono le vesti della morte con esagerata finezza e beltà; incurante nell'uso di eufemismi parla degli uomini e scrive: "Morranno, essi morrano tutti e anch'io morrò". E davanti alla decadenza del corpo non servono le parole, non serve aggiungere inchiostro su inchiostro poichè "è come scrivere al vento"; sebbene egli contraddica i suoi versi, scrivendo appunto, e attraverso la parola giungere all'eternità.&lt;br /&gt;E la morte arriva perfino sul viso e sul corpo pesante del poeta e la sente fare le prove su di lui; ascolta il suo respiro. La morte, la stessa morte che somiglia al non-vivere quotidiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-3200106439335925580?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/3200106439335925580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=3200106439335925580' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3200106439335925580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3200106439335925580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/11/brodskij.html' title='Brodskij.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-832642005833295444</id><published>2008-11-25T14:33:00.004+01:00</published><updated>2008-11-25T14:41:14.385+01:00</updated><title type='text'>Silenzio: c'è Benni.</title><content type='html'>Giovedì 20 novembre, ore 18. L’aula uno della facoltà di lettere e filosofia è gremita di gente seduta qua e là. Le due porte che permettono l’entrata e l’uscita dall’aula sembrano trincee umane; c’è confusione, ma una confusione sobria ed elastica; l’attesa è piacevole.&lt;br /&gt;Nel via vai di gente che entra e prende posto o esce per andare in bagno e comprare una bottiglietta d’acqua entra lui, con fare garbato, confondendosi quasi come un camaleonte abile; si mimetizza; è uno di noi.&lt;br /&gt;Sale sulla cattedra. Indossa abiti semplici, dona un sorriso a tutta la platea di studenti e si accomoda. Accanto a lui si siedono altre due ragazze. Si accendono i microfoni, il silenzio cala; aspettiamo una sua parola; attendiamo l’inizio.&lt;br /&gt;L’incontro tra Stefano Benni e gli studenti inizia con un’intervista che Benni rilasciò tempo addietro, un’intervista piacevole e veritiera che delineava perfettamente la situazione politica e culturale di allora come quella di oggi; un’intervista che parlava del ’68, della nascita del rock, dei libri “vietati”, delle sue letture su Poe; un’intervista che già sola, lascia il segno.&lt;br /&gt;Prende parola. Nasce con gli studenti un dibattito vivo, interessante, simpatico. Elogia la cultura, quella vera. Ci allarma sui libri, quelli scadenti. Ci consiglia di spegnere la televisione, e scoprire altri mondi. &lt;br /&gt;Racconta dei suoi libri, dei personaggi snodati nelle sue righe; ci racconta della suo passato da studente. Dialoga fino alle otto di sera, poi, stanco, ci saluta, anche se sembra non volersene andare. &lt;br /&gt;Le ultime sue parole sono di incoraggiamento: -“Continuate così; resistete per altri due o tre anni”-; poi se ne va, immischiandosi nella folla degli autografi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-832642005833295444?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/832642005833295444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=832642005833295444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/832642005833295444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/832642005833295444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/11/silenzio-c-benni.html' title='Silenzio: c&apos;è Benni.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-3780510272767914671</id><published>2008-11-23T16:22:00.004+01:00</published><updated>2008-11-23T16:26:32.252+01:00</updated><title type='text'>Un livornese a Parigi: Amedeo Modigliani.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SSl17soQaVI/AAAAAAAAAAk/W7MyqGxojvw/s1600-h/MODI.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SSl17soQaVI/AAAAAAAAAAk/W7MyqGxojvw/s200/MODI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271874507266615634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SSl1wj6DsSI/AAAAAAAAAAc/8H4gE5fS5O0/s1600-h/Modigliani.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 127px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SSl1wj6DsSI/AAAAAAAAAAc/8H4gE5fS5O0/s200/Modigliani.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271874315946799394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 12"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 12"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:relyonvml/&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;link rel="themeData" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_themedata.thmx"&gt;&lt;link rel="colorSchemeMapping" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_colorschememapping.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:donotpromoteqf/&gt;   &lt;w:lidthemeother&gt;IT&lt;/w:LidThemeOther&gt;   &lt;w:lidthemeasian&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeAsian&gt;   &lt;w:lidthemecomplexscript&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeComplexScript&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;    &lt;w:splitpgbreakandparamark/&gt;    &lt;w:dontvertaligncellwithsp/&gt;    &lt;w:dontbreakconstrainedforcedtables/&gt;    &lt;w:dontvertalignintxbx/&gt;    &lt;w:word11kerningpairs/&gt;    &lt;w:cachedcolbalance/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;m:mathpr&gt;    &lt;m:mathfont val="Cambria Math"&gt;    &lt;m:brkbin val="before"&gt;    &lt;m:brkbinsub val="--"&gt;    &lt;m:smallfrac val="off"&gt;    &lt;m:dispdef/&gt;    &lt;m:lmargin val="0"&gt;    &lt;m:rmargin val="0"&gt;    &lt;m:defjc val="centerGroup"&gt;    &lt;m:wrapindent val="1440"&gt;    &lt;m:intlim val="subSup"&gt;    &lt;m:narylim val="undOvr"&gt;   &lt;/m:mathPr&gt;&lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" defunhidewhenused="true" defsemihidden="true" defqformat="false" defpriority="99" latentstylecount="267"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="0" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Normal"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="heading 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 7"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 8"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 9"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 7"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 8"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 9"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="35" qformat="true" name="caption"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="10" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Title"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="1" name="Default Paragraph Font"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="11" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtitle"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="22" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Strong"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="20" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="59" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Table Grid"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" unhidewhenused="false" name="Placeholder Text"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="1" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="No Spacing"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" unhidewhenused="false" name="Revision"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="34" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="List Paragraph"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="29" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Quote"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="30" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Quote"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 1"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="19" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="21" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="31" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="32" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="33" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Book Title"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="37" name="Bibliography"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" qformat="true" name="TOC Heading"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:1; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:0 0 0 0 0 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin-top:0cm; 	margin-right:0cm; 	margin-bottom:10.0pt; 	margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} p.MsoNoSpacing, li.MsoNoSpacing, div.MsoNoSpacing 	{mso-style-priority:1; 	mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault 	{mso-style-type:export-only; 	margin-bottom:10.0pt; 	line-height:115%;} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin-top:0cm; 	mso-para-margin-right:0cm; 	mso-para-margin-bottom:10.0pt; 	mso-para-margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;Parigi. Modigliani era riconosciuto insieme a Matisse e Picasso come uno dei protagonisti dell’arte inizio secolo. Arrivato nella capitale francese nel 1906 capisce subito che tutta l’arte moderna nasce da Cézanne. Rifiuta senza indugi la proposta di Severini di firmare il manifesto futurista e si lascia influenzare da Brancusi che gli imprime il culto della forma pura e chiusa, della linea modulata e marcata che crea volume. Ecco dunque che l’influenza della scultura negra che aveva già toccato Picasso arriva nello stile di Modigliani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;Nei dipinti, specie nei ritratti, la linea risulta a volte dal tratto pesante come un solco scavato nella massa del colore, altre volte è sottile, filiforme; e il colore ora denso,ora magro, con toni tenui o intensi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;Si arriva di fatto alla purezza corporale del volti e dei colli sinuosi della sua amata sino alla soppesata dose di erotismo estetico presente nei suoi nudi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:100%;"  &gt;Mentre nei ritratti di Jeanne la pelle, le movenze, arrivano all’osservatore in modo dolce e “profumato”, nei nudi il corpo ritratto emette nell’insieme calore e voluttà intrisi negli occhi senza pupille che esprimono un senso di leggero simbolismo nell’arte dell’artista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Modigliani, bohèmien per eccellenza e appartenente all’école de Paris, con le sue notti folli tra droga, alcool e sesso, segna con irresistibile poeticità l’inizio del novecento, lasciando con un fare tutto italiano il ricordo di un principe: “il principe di Montparnasse”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-3780510272767914671?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/3780510272767914671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=3780510272767914671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3780510272767914671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/3780510272767914671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/11/un-livornese-parigi-amedeo-modigliani.html' title='Un livornese a Parigi: Amedeo Modigliani.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dADkh1ujznI/SSl17soQaVI/AAAAAAAAAAk/W7MyqGxojvw/s72-c/MODI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-6797475118357156999</id><published>2008-11-21T15:58:00.000+01:00</published><updated>2008-11-21T15:59:33.152+01:00</updated><title type='text'>A come Arte.</title><content type='html'>L'arte è espressione. L'espressione rende l'uomo libero. Crea infine un guscio ermetico dove la brutalità della realtà fatica a giungere; un ponte diretto con la bellezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-6797475118357156999?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/6797475118357156999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=6797475118357156999' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/6797475118357156999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/6797475118357156999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/11/come-arte.html' title='A come Arte.'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4622359330259567145.post-4416785699619565288</id><published>2008-11-18T23:43:00.002+01:00</published><updated>2008-11-18T23:43:50.466+01:00</updated><title type='text'>Il coraggio delle proprie idee...</title><content type='html'>&lt;div class="entrybody"&gt;    &lt;div class="snap_preview"&gt;&lt;p&gt;“Certo,&lt;br /&gt;eravamo giovani,&lt;br /&gt;eravamo arroganti,&lt;br /&gt;eravamo ridicoli,&lt;br /&gt;eravamo eccessivi,&lt;br /&gt;eravamo avventati,&lt;br /&gt;eravamo sciocchi.&lt;br /&gt;Ma avevamo ragione”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;-Abbie Hoffman-&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4622359330259567145-4416785699619565288?l=diceriedeltempo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/feeds/4416785699619565288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4622359330259567145&amp;postID=4416785699619565288' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4416785699619565288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4622359330259567145/posts/default/4416785699619565288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diceriedeltempo.blogspot.com/2008/11/il-coraggio-delle-proprie-idee.html' title='Il coraggio delle proprie idee...'/><author><name>Fabio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
